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Situazione in Palestina: perchè non ho più parole

Solo oggi, un giorno dopo Natale, riesco a scrivere qualcosa sulla situazione in Palestina.

Da giorni e giorni non pubblico più post. E’ vero, c’è stata l’organizzazione del Natale, che per noi altro non è che un momento per riunire la famiglia sotto lo stesso tetto in una rara tregua dalle nostre vite frenetiche e sparse ai quattro venti. Ho avuto qui mio figlio piccolo dall’inizio di dicembre, e ho quindi ridotto i ritmi e i momenti passati al computer.

Ma in realtà ho sofferto di due blocchi, uno sulla situazione in Palestina e uno, di nuovo, sulla mia organizzazione personale. Il secondo per fortuna si è sciolto rapidamente, ma il primo mi resta come un macigno sullo stomaco, e ogni nuova notizia sulla questione in questi giorni lo affonda ancora di più.

Di questa mattina ad esempio, il taglio di 285 milioni di dollari da parte degli Stati Uniti all’ONU dopo che 128 paesi hanno votato contro la risoluzione di trump sul riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele. Di ieri invece, la decisione del governo del Guatemala di spostare la sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme.

E mentre buona parte del mondo (me compresa) si affanna tra pacchi regalo, tacchini al forno e lucine di Natale, netanyahu telefona a destra e a manca per convincere sempre più paesi ad appoggiare l’ultima decisione dei dittatori del mondo.

situazione in palestinaMolti mi chiedevano perchè non mi esprimevo, perchè non dicevo nulla su questa che è vista come la questione più spinosa della situazione in Palestina. Gerusalemme ha un valore simbolico immenso e violarne lo status quo è gravissimo. E io mi sono sentita come tante altre volte di fronte a queste bastardate, cioè pervasa da un senso di rabbia, ovviamente, molto forte verso chi prosegue nel piano di annientamento di terre non sue, e di chi dà pieno appoggio a questa flagrante violazione, ma anche e soprattutto molto, molto stanca.

Di una stanchezza che mi ha impedito di reagire subito, facendo presente che è ottimo che ci sia un voto contrario alla decisione degli Stati Uniti su Gerusalemme, certamente ha una grande valenza politica, ma l’annientamento della Palestina è cominciato tanto tempo fa, e mi domando con amarezza dov’era l’opposizione agli insediamenti illegali che hanno devastato il volto della Palestina e la vita dei Palestinesi? Dove le sanzioni per le distruzioni illegali delle abitazioni dei Palestinesi, per la brutale occupazione di spazi non propri, per lo sgrombro di negozi, arresti arbitrari, furti d’acqua e massacri su Gaza?

situazione in palestina

Gerusalemme è la punta dell’iceberg. E sono contenta che la maggioranza dei paesi si opponga a questo schifoso ennesimo atto di supremazia e violenza da parte di chi guida il mondo, ma i Palestinesi soffrono da anni nell’indifferenza mondiale.

Ieri era Natale, e l’abbiamo festeggiato in famiglia ricordandoci di quanto siamo fortunati a poter viaggiare, spostarci e amarci liberamente. Io ho ricevuto un bellissimo regalo: una mappa del mondo in sughero e una quantità di piccole foto mie, che mio figlio ha selezionato da tutti i viaggi e gli espatri che ho vissuto nella mia vita, e stampato perchè io le possa attaccare alla mappa. Oltre al bellissimo gesto in sè, mi ha colpito ricordarmi del numero di culture e paesi che ho conosciuto nel corso degli ultimi trent’anni. Ma non mi stancherò mai di dirlo: niente e nessuno mi è entrato più dentro della Palestina, e la ferita dello scoprire l’enormità dell’ingiustizia inflitta a questo popolo me la porterò dentro per sempre.

 

Claudia Landini
Dicembre 2017
Foto ©ClaudiaLandini
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